
Lo sapevate? Ora esistono le piante luminescenti o bioluminescenti.
Piante, cioè, che brillano di luce propria. Ma come è stato possibile tutto ciò?
Fino ad oggi era possibile attivare la luminescenza in alcune piante, inoculando cinque geni provenienti da funghi in grado di trasformare l’acido caffeico, normalmente presente nei vegetali, in un precursore luminescente, la cui ossidazione produce l’emissione di fotoni (componenti elementari della luce).
Ma grazie agli studi e ricerche condotti da ricercatori americani coordinati da Karen Sarkisyan, è stato scoperto un gene presente nelle piante stesse che sostituisce due dei cinque geni derivanti da funghi.
Si tratta di un gene più piccolo e semplice che lo rendono più versatile per essere utilizzato nella biologia sintetica.
Sono, pertanto, organismi vegetali in grado di produrre luce attraverso processi biochimici indotti.
La Petunia prodotta dall’Azienda americana Light Bio, grazie a questa scoperta, è fino a 100 volte più luminosa di quanto fosse possibile in precedenza.
La vegetazione luminosa potrebbe offrire anche nuove conoscenze riguardo alla fisiologia delle piante.
Altra applicazione interessante potrebbe essere lo studio delle malattie sulla base della fisiologia vegetale e quindi l’impiego di farmaci adatti.
In ambito domestico le piante luminescenti, oltre ad offrire un piacevole impatto estetico, potrebbero essere impiegate per illuminare le serre ed i giardini con notevole risparmio di energia elettrica.
Potrebbe quindi diventare una forma innovativa di fonte alternativa.
Le piante luminescenti si trovano già sul mercato…